Quei laghi alpini che sembrano fotomontaggi (invece sono a due ore di macchina)
Photo: Lago di Braies turquoise alpine lake dolomites wooden boats, via thumbs.dreamstime.com
Quante volte hai salvato una foto di un lago alpino pensando "bellissimo, ma sarà in Canada o in Norvegia"? Sorpresa: quasi sempre è l'Italia. E quasi sempre ci arrivi in macchina, con il caffè al bar ancora caldo nel portabicchieri.
Il Lago di Braies: la "Perla delle Dolomiti"
Partiamo dal pezzo forte. Il Lago di Braies, in Val Pusteria, ha quell'acqua verde smeraldo incastonata tra pareti rocciose che fa sembrare tutto un render 3D. La passeggerata di 3,5 chilometri attorno alla superficie è fattibile anche con i bambini, e noleggiare una barca di legno per il classico giro in acqua costa poco più di un caffè a Venezia.
Quando andare: da ottobre a maggio, oppure a giugno in settimana. Da luglio a fine agosto conviene arrivare prima delle 8 del mattino, perché l'accesso in auto è afasce orarie e i parcheggi vanno a rubare.
Il Lago di Carezza e il suo ponte magico
In Trentino, ai piedi del Latemar, il Lago di Carezza è famoso per il suo arcobaleno di colori: blu cobalto, verde bosco, e in autunno i larici dorati che si specchiano nell'acqua. Il nuovo ponte circolare in legno permette di ammirarlo senza calpestare le rive.
Trucco da insider: in primavera, quando l'acqua di disgua è più alta, il riflesso del Latemar è perfetto. In pieno agosto, invece, il livello cala e perde un po' di incanto.
I gemelli nascosti: Sorapis e Federa
Se vuoi laggare la folla (letteralmente), punta al Lago di Sorapis, sopra Cortina. Si raggiunge con un trekking di circa due ore dalla Passa Tre Croci, e la ricompensa è un laghetto color latte di turchese che sembra impossibile in natura. Vicino c'è anche il Lago Federa, sotto la Croda da Lago, con il rifugio Palmieri dove fermarsi a mangiare uno strudel guardando il riflesso della montagna.
Lago di Tovel: il lago rosso
In Trentino, nel Parco Naturale Adamello-Brenta, il Lago di Tovel è celebre per un fenomeno raro: in passato, alcune estati le sue acque diventavano rosse per via di un'alga. Oggi non succede più, ma il bacino resta uno dei più scenografici delle Alpi, circondato da boschi e dal massiccio del Grostè. Il sentiero ad anello di un'ora è adatto a tutti, e nei giorni feriali di settembre ci si trova quasi da soli.
Come organizzare il giro (senza impazzire)
- Periodo migliore: giugno e settembre. Meteo spesso stabile, pochi turisti, tariffe più basse sui rifugi.
- Base ideale: Val Pusteria per Braies e Sorapis, Val di Fassa o Val d'Ega per Carezza, Val di Non per Tovel.
- Come muoversi: in estate molte valli offrono card con trasporti pubblici inclusi. Da Braies, il bus navetta evita il problema del parcheggio.
- Cosa mettere in zaino: strati, acqua, scarpe da trekking. In montagna il tempo cambia in fretta, e i laghi sono spesso a oltre 1.000 metri di quota.
La verità che ci piace ripeterci
Nessun volo intercontinentale, nessun visto, nessun jet lag. Solo un pieno di benzina, un paio di ore di strada e magari una deviazione per un canederli in rifugio. Le destinazioni da sogno non sono sempre all'altro capo del mondo: a volte sono dietro la prossima curva di montagna. Quindi niente più "un giorno ci andrò": metti le date sul calendario, adesso, e parti.