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Atterrare freschi a Tokyo, New York o Bali: l'arte (quasi scientifica) di sconfiggere il jet lag

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Atterrare freschi a Tokyo, New York o Bali: l'arte (quasi scientifica) di sconfiggere il jet lag

Photo: Famartin, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Hai preso dodici giorni di ferie, prenotato sei mesi fa, sognato quel viaggio ogni volta che il lavoro diventava pesante. E poi arrivi a Tokyo alle 15 del pomeriggio locale con gli occhi a spirale, crolli in hotel alle 18 e ti svegli alle 3 di notte a fissare il soffitto. Il primo giorno del viaggio dei sogni, sprecato.

Non deve andare così. Il jet lag non si vince con la forza di volontà, si gestisce con la strategia. Ecco come la pensiamo noi, tra rotte, orari e protocolli d'atterraggio.

La regola d'oro: il tuo orologio interno si muove, ma lentamente

Il corpo si adegua a circa un fuso al giorno, se lo aiuti. Due ore, se lo ostacoli. E lo si ostacola soprattutto in due modi: luce sbagliata (esposizione al sole nei momenti in cui il tuo cervello pensa sia notte) e cene a base di vino e pasta sul volo, che mandano in confusione digestione e sonno.

Quindi tutto ruota attorno a una domanda: volo notturno o volo diurno? Dipende dalla direzione.

Andando a est (Giappone, Asia): il volo notturno è tuo amico

Da Milano o Roma verso Tokyo il fuso è di +7/+8 ore. La strategia migliore: partire con un volo che atterra in giornata o a fine pomeriggio, dopo una notte (quasi) dormita in aereo.

Andando a ovest (Americhe): il volo diurno cambia tutto

Verso New York il fuso è di -6 ore: quando a Milano ceni, a New York è pomeriggio. Qui il volo notturno è una trappola: parti alle 10, voli 9 ore, atterri alle 13 locali... che per il tuo corpo sono le 19, con una notte di sonno bruciata in aereo.

Meglio così: volo diurno, dormi la notte vera dopo l'arrivo.

Verso l'Indonesia: il fuso facile (se non lo rovini tu)

Bali è +6/+7 ore dall'Italia, ma con una differenza: molti voli via Singapore o Doha atterrano la sera. In questo caso il rischio non è la sfiata, è il crollo precoce.

Il kit anti-jet lag (senza pseudoscienza)

Niente integratori miracolosi promessi dai social. Ciò che funziona, confermato anche dalla cronobiologia:

  1. Luce: la leva più potente. Sole al mattino locale se viaggi a est, luce pomeridiana se vai a ovest, occhiali da sole quando invece devi "spostare indietro".
  2. Pasti in orario locale dal primo giorno: il fegato ha un suo orologio, e lo si resetta mangiando quando mangiano i locali.
  3. Acqua, tanta: l'umidità in cabina è desertica, e la disidratazione peggiora tutto. Alcol: zero, sul volo e la prima sera.
  4. Caffeina a finestre: ok fino alle 14 locali, poi stop, per non spostare il problema di una notte.
  5. Melatonina (dove legale, e in Italia lo è come integratore): 0,5-1 mg all'ora di sonno locale per i primi 2-3 giorni, mezz'ora prima di coricarsi. Non è una pillola della sonno, è un segnale di fuso.

E al ritorno? Non dimenticarti

Tutti pianificano l'andata, poi si presentano al lavoro lunedì come zombie. Trucco: al rientro da ovest, resta sveglio fino alle 21 ora italiana la prima sera e prendi il sole al mattino. Da est, inverti. Due giorni di adattamento e sei di nuovo umano.

Il viaggio dei sogni non comincia quando atterri. Comincia quando atterri funzionante. E questo, a differenza del meteo o dei ritardi aeroportuali, dipende solo da te: puoi.

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